Volevo comunicarvi le date dei Corsi di Trading Gratuiti che si terranno online e dal vivo nei prossimi giorni.
Innanzitutto, di ricordo l'appuntamento più imminente è quello di venerdì 8 febbraio con una giornata di operatività in tempo reale e a mercati aperti interamente gratuita. I posti disponibili sono praticamente esauriti, anche se c'è ancora la possibilità di iscriversi sperando in qualche defezione. A tal proposito, vi ricordo che se aveste problemi con l'iscrizione (nel caso non riceveste la conferma) potete scrivermi e cercherò di farvi entrare comunque, parallelamente volevo avvisare le persone che si sono iscritte e che magari sanno che non riusciranno a venire di ritirare eventualmente la propria iscrizione in modo da lasciare il posto ad altri.
Proseguendo con gli appuntamenti gratuiti, vi comunico due nuove date per i prossimi webinar (corsi di trading che si tengono online e che quindi potete seguire direttamente da casa vostra) targati VideoLive e che si affiancano all'appuntamento quotidiano delle ore 15 (del quale a breve saranno disponibili anche le registrazioni, in modo da permettere a chi non ha la possibilità di seguirlo di rivedere le analisi video quotidiane in qualsiasi momento).
I nuovi appuntamenti con il Videolive sono previsti per martedì 12 febbraio e martedì 26 febbraio sempre alle ore 18. Nel primo appuntamento di settimana prossima ho deciso di dedicare la puntata alle vostre domande, perché ne ho accumulate davvero moltissime e di ogni tipo. Accanto alle domande pregresse potrete ovviamente pormi tutti i quesiti che vorrete sugli argomenti più disparati, che possono anche esulare dai temi trattati nei precedenti VideoLive. Per quanto riguarda il secondo appuntamento non ho ancora deciso il tema da affrontare, per cui se avete richieste o suggerimenti potete scrivermi e cercherò di esaudire le vostre richieste.
i mercati visti da un professionista: lo storico blog di Stefano Bargiacchi - profste Senior Trader, Investitore e Formatore e Analista Finanziario
06 febbraio, 2008
Analisi Operativa Futures Globale - 06 Febbraio 2008
La seduta di ieri ci ha offerto l'occasione per comprendere approfondire alcuni principi importantissimi: quello dell'alternanza tra contrazioni e espansioni di range, quello della dominanza dei trend di ordine superiore e l'importanza dei volumi nell'analisi.
Negli scorsi appuntamenti avevamo sottolineato come i spettacolari recuperi di settimana scorsa sollevassero qualche elemento di cautela poiché avvenuti su volumi relativamente scarsi rispetto a quelli della discesa.
Inoltre, sebbene i trend orari avessero fornito gli allarmi per un eventuale inversione al rialzo questa era venuta a mancare proprio nel momento in cui, nella giornata di lunedì, Dax ed Eurostoxx 50 avevano superato i massimi del 25 gennaio per poi chiudere al di sotto degli stessi non confermando l'inversione di trend sul grafico a 60 minuti.
Nella giornata di ieri poi, il trend è settimanale e giornaliero, ancora saldamente ribassisti, hanno mostrato chiaramente il principio secondo il quale la forza dei trend di ordine superiore è necessariamente maggiore e questo elemento va tenuto presente soprattutto da chi fa trading nei timeframe inferiori, primo fra tutti quello intraday.
Infine, le giornate precedenti l'espansione di range al ribasso osservata ieri avevano mostrato una progressiva contrazione dei range giornalieri, che doveva, come accade sempre, allertarci sui possibili e imminenti movimenti unidirezionali. Quello osservato ieri è stato infatti un classico trend day unidirezionale al ribasso, dove, dopo giorni di operatività swing, era necessario cambiare marcia e utilizzare unicamente una strategia momentum (paradigmi del metodo da me utilizzato di cui avremo modo di parlare nel seminario gratuito del prossimo venerdì) avrete notato come fin dalle prime ore della mattinata i segnali fossero stati molto chiari a partire dalla rottura dei minimi del giorno precedente avvenuta quasi contestualmente su Dax, Stoxx e MIB.
Non posso poi non richiamare ancora una volta la vostra attenzione sull'importanza dell'utilizzo del Bund e della sua monitorizzazione ai fini di conferma o negazione di quanto osservato sugli indici azionari. Abbiamo avuto modo di notare insieme come nelle giornate dei recuperi degli indici osservati settimana scorsa il Bund non avesse confermato tali rialzi, muovendosi per lo più in laterale, sollevando ulteriori elementi di cautela che potevano aiutarci a classificare tali recuperi come ritracciamenti dei trend ribassisti in corso e in qualche modo aiutarci a tenere in considerazione la possibilità di una giornata come quella di ieri. Giornata dove lo stesso Bund, con un comportamento molto diverso da quello tenuto settimana scorsa dove spesso sembrava quasi essere indipendente dai movimenti dei mercati azionari, ha messo a segno una barra rialzista molto decisa, che ha confermato le dinamiche ribassiste osservate sugli indici.
Infine, guardando i rispettivi grafici giornalieri, è doveroso tenere presenti gli obiettivi naturali di questa ripresa di negatività e osservare il comportamento dei mercati se e quando arriveranno in corrispondenza degli stessi. Abbiamo in ordine i minimi del 28 gennaio, che avevano segnato l'inizio dei recuperi di settimana scorsa e quelli del 22 e 23 gennaio, che rappresentano il culmine dei ribassi del mese di gennaio. Questi, lo ripeto, sono gli obiettivi naturali del movimento iniziato ieri e che ha terminato il ritracciamento dei trend ribassisti in corso. Sarà fondamentale trarre il maggior numero di informazioni possibili, nei modi consueti, dalla maniera cui i prezzi approcceranno tali minimi ovvero tenendoci pronti a comprendere i messaggi che i mercati staranno inviandoci se mancheranno di testarli. Corrispondentemente, sarà importante osservare il comportamento del Bund in corrispondenza dei massimi del 22 e 23 gennaio, che risultano al momento molto più vicini di quanto lo siano i corrispondenti minimi degli indici azionari.
Negli scorsi appuntamenti avevamo sottolineato come i spettacolari recuperi di settimana scorsa sollevassero qualche elemento di cautela poiché avvenuti su volumi relativamente scarsi rispetto a quelli della discesa.
Inoltre, sebbene i trend orari avessero fornito gli allarmi per un eventuale inversione al rialzo questa era venuta a mancare proprio nel momento in cui, nella giornata di lunedì, Dax ed Eurostoxx 50 avevano superato i massimi del 25 gennaio per poi chiudere al di sotto degli stessi non confermando l'inversione di trend sul grafico a 60 minuti.
Nella giornata di ieri poi, il trend è settimanale e giornaliero, ancora saldamente ribassisti, hanno mostrato chiaramente il principio secondo il quale la forza dei trend di ordine superiore è necessariamente maggiore e questo elemento va tenuto presente soprattutto da chi fa trading nei timeframe inferiori, primo fra tutti quello intraday.
Infine, le giornate precedenti l'espansione di range al ribasso osservata ieri avevano mostrato una progressiva contrazione dei range giornalieri, che doveva, come accade sempre, allertarci sui possibili e imminenti movimenti unidirezionali. Quello osservato ieri è stato infatti un classico trend day unidirezionale al ribasso, dove, dopo giorni di operatività swing, era necessario cambiare marcia e utilizzare unicamente una strategia momentum (paradigmi del metodo da me utilizzato di cui avremo modo di parlare nel seminario gratuito del prossimo venerdì) avrete notato come fin dalle prime ore della mattinata i segnali fossero stati molto chiari a partire dalla rottura dei minimi del giorno precedente avvenuta quasi contestualmente su Dax, Stoxx e MIB.
Non posso poi non richiamare ancora una volta la vostra attenzione sull'importanza dell'utilizzo del Bund e della sua monitorizzazione ai fini di conferma o negazione di quanto osservato sugli indici azionari. Abbiamo avuto modo di notare insieme come nelle giornate dei recuperi degli indici osservati settimana scorsa il Bund non avesse confermato tali rialzi, muovendosi per lo più in laterale, sollevando ulteriori elementi di cautela che potevano aiutarci a classificare tali recuperi come ritracciamenti dei trend ribassisti in corso e in qualche modo aiutarci a tenere in considerazione la possibilità di una giornata come quella di ieri. Giornata dove lo stesso Bund, con un comportamento molto diverso da quello tenuto settimana scorsa dove spesso sembrava quasi essere indipendente dai movimenti dei mercati azionari, ha messo a segno una barra rialzista molto decisa, che ha confermato le dinamiche ribassiste osservate sugli indici.
Infine, guardando i rispettivi grafici giornalieri, è doveroso tenere presenti gli obiettivi naturali di questa ripresa di negatività e osservare il comportamento dei mercati se e quando arriveranno in corrispondenza degli stessi. Abbiamo in ordine i minimi del 28 gennaio, che avevano segnato l'inizio dei recuperi di settimana scorsa e quelli del 22 e 23 gennaio, che rappresentano il culmine dei ribassi del mese di gennaio. Questi, lo ripeto, sono gli obiettivi naturali del movimento iniziato ieri e che ha terminato il ritracciamento dei trend ribassisti in corso. Sarà fondamentale trarre il maggior numero di informazioni possibili, nei modi consueti, dalla maniera cui i prezzi approcceranno tali minimi ovvero tenendoci pronti a comprendere i messaggi che i mercati staranno inviandoci se mancheranno di testarli. Corrispondentemente, sarà importante osservare il comportamento del Bund in corrispondenza dei massimi del 22 e 23 gennaio, che risultano al momento molto più vicini di quanto lo siano i corrispondenti minimi degli indici azionari.
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trading
05 febbraio, 2008
Analisi Operativa Futures Globale - 05 Febbraio 2008
La seduta di ieri si è svolta in un range contenuto, su volumi modesti e con una lieve prevalenza della negatività, che tuttavia non fornisce alcun tipo di indicazione, poiché si tratta della classica giornata di transizione.
In tal senso, sarà importante cercare di capire se si tratta di una pausa di una serie di recuperi, spesso spettacolari, iniziata settimana scorsa ovvero della fine dello stesso ritracciamento per una ripresa della negatività.
Torno a sottolineare come sia di fondamentale importanza cercare di seguire lo sviluppo dei trend e la loro eventuale inversione. In particolare, giova ricordare che, mentre quello settimanale e giornaliero sono ancora saldamente al ribasso, il trend a 60 minuti (o quello a 120 minuti, che può essere preferibile osservare per eliminare il rumore) rimangono in procinto di invertirsi al rialzo soprattutto per quanto riguarda Dax, Eurostoxx 50 ed il nostro S&P MIB. I massimi del 25 gennaio rappresentano per questi indici il livello oltre il quale sarebbe confermata detta inversione.
Come potrete osservare voi stessi dai grafici (l'invito è quello di andare a cercare da soli tali segnali di inversione, poiché costituisce un ottimo esercizio) Dax ed Eurostoxx 50 hanno superato tali massimi per poi chiudere al di sotto degli stessi, mentre l'indice di Piazza Affari ha mancato il test degli stessi di soli due tick fissando i massimi ieri a 35.105, rispetto a quelli del 25 gennaio posti a 35.115.
Al solito, teniamo come riferimento di sfondo alle nostre considerazioni il Bund, che rispetto agli indici azionari in mostra una maggior tendenza alla lateralità e quindi alla neutralità che per ora non ne conferma i recuperi. Anche qui i minimi del 25 gennaio a 115,58 rappresentano un ottimo riferimento per orientare i nostri giudizi.
Concludo ringraziando pubblicamente tutti coloro che mi hanno scritto in merito al mio articolo di ieri riguardante la professione di trader. Sono molto contento delle reazioni che lo scritto ha suscitato e che io stesso non mi aspettavo. In particolare, mi ha colpito aver ricevuto attestati di stima anche da moltissimi professionisti del trading, che mi hanno scritto di aver compreso pienamente le mie parole, proprio perché consapevoli delle difficoltà insite in questa professione che hanno ispirato il mio articolo. Prendendomi un po' di tempo risponderò personalmente a tutti, anche se ritenevo doveroso un ringraziamento generalizzato. Spero inoltre di riuscire a ringraziare personalmente alcuni di voi nella giornata che trascorremmo insieme il prossimo venerdì a Milano, dove magari avremo modo anche di fare insieme delle riflessioni in merito.
In tal senso, sarà importante cercare di capire se si tratta di una pausa di una serie di recuperi, spesso spettacolari, iniziata settimana scorsa ovvero della fine dello stesso ritracciamento per una ripresa della negatività.
Torno a sottolineare come sia di fondamentale importanza cercare di seguire lo sviluppo dei trend e la loro eventuale inversione. In particolare, giova ricordare che, mentre quello settimanale e giornaliero sono ancora saldamente al ribasso, il trend a 60 minuti (o quello a 120 minuti, che può essere preferibile osservare per eliminare il rumore) rimangono in procinto di invertirsi al rialzo soprattutto per quanto riguarda Dax, Eurostoxx 50 ed il nostro S&P MIB. I massimi del 25 gennaio rappresentano per questi indici il livello oltre il quale sarebbe confermata detta inversione.
Come potrete osservare voi stessi dai grafici (l'invito è quello di andare a cercare da soli tali segnali di inversione, poiché costituisce un ottimo esercizio) Dax ed Eurostoxx 50 hanno superato tali massimi per poi chiudere al di sotto degli stessi, mentre l'indice di Piazza Affari ha mancato il test degli stessi di soli due tick fissando i massimi ieri a 35.105, rispetto a quelli del 25 gennaio posti a 35.115.
Al solito, teniamo come riferimento di sfondo alle nostre considerazioni il Bund, che rispetto agli indici azionari in mostra una maggior tendenza alla lateralità e quindi alla neutralità che per ora non ne conferma i recuperi. Anche qui i minimi del 25 gennaio a 115,58 rappresentano un ottimo riferimento per orientare i nostri giudizi.
Concludo ringraziando pubblicamente tutti coloro che mi hanno scritto in merito al mio articolo di ieri riguardante la professione di trader. Sono molto contento delle reazioni che lo scritto ha suscitato e che io stesso non mi aspettavo. In particolare, mi ha colpito aver ricevuto attestati di stima anche da moltissimi professionisti del trading, che mi hanno scritto di aver compreso pienamente le mie parole, proprio perché consapevoli delle difficoltà insite in questa professione che hanno ispirato il mio articolo. Prendendomi un po' di tempo risponderò personalmente a tutti, anche se ritenevo doveroso un ringraziamento generalizzato. Spero inoltre di riuscire a ringraziare personalmente alcuni di voi nella giornata che trascorremmo insieme il prossimo venerdì a Milano, dove magari avremo modo anche di fare insieme delle riflessioni in merito.
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trading
04 febbraio, 2008
Lasciare il proprio lavoro per il trading
Non fatelo!
Nota: Quello che segue è uno sfogo, se quindi avete già capito il messaggio potete tranquillamente evitare di leggere.
Anche se il mio pensiero al riguardo è noto, periodicamente sento la necessità di sottolineare questo punto con estrema chiarezza, fermezza e decisione.
Il motivo è che troppo spesso mi trovo davanti persone che hanno questa aspirazione o che (peggio) lo hanno già fatto, pur essendo agli inizi. Ciò avviene grazie agli email che molti di voi mi scrivono e sempre più spesso nei diversi incontri e seminari, che mi danno l'occasione di parlare con voi personalmente.
Parlo per esperienza diretta, poiché io sono uno di quelli che ha lasciato il proprio lavoro per il trading e vi assicuro che tuttora considero questa mia scelta un errore. Anche se sto riuscendo a vivere di trading, non posso ancora affermare di avercela fatta, poiché in questa professione tutto si ha meno che la certezza e convivere con un grado di rischio elevato e l'incertezza permanente che ne deriva è una delle ragioni per cui non si può MAI realmente dire di essere arrivati.
Il principale motivo è che, se proprio si deve arrivare a questa scelta, così estrema e così definitiva, è bene prima aver dimostrato sul simulatore e poi con denaro reale di essere in grado di produrre un flusso di profitti tali da coprire i costi di quest'attività imprenditoriale e da generare un margine di guadagno che permetta di riprodurre un reddito perlomeno analogo a quello che si aveva prima, inclusi versamenti previdenziali e quant'altro. Ciò dovrebbe avvenire non in modo casuale, bensi sitematico e costante, così come sistematici e costanti erano i flussi di reddito generati dalla vostra precedente attività. Lasciare un reddito sicuro per una speranza di reddito, in un settore dove le probabilità sono tutte a sfavore di chi inizia (e non solo), è una scelta sbagliata e portata da un'errata valutazione di costi e benefici, dove evidentemente i benefici (apparenti) sono più evidenti dei costi (meno evidenti).
Altri motivi derivano dal fatto, che i mercati di oggi hanno orari e strutture di contrattazione tali per cui è possiblissimo trovarsi delle nicchie di operatività compatibili con i propri impegni. Come dico sempre: non esiste la distinzione tra trading part time e trading full time, perché oggi siamo TUTTI trader part time e
la vera distinzione è quella tra professionisti e dillettanti.
La cosa più difficile nel trading è proprio sopravvivere alla propria curva di apprendimento, perché i costi e le perdite si sommano rapidamente andando a erodere il capitale disponibile, elemento vitale di ogni trader. Il simulatore vi permette di apprendere senza intaccare il vostro capitale a causa delle inevitabili perdite, ma tutti gli altri costi, come quelli legati al vivere, all'attività in se e all'apprendimento continuano a erodere il capitale iniziale e questo elemento rappresenta uno svantaggio che può essere risolto solo affiancando all'attività di trading un flusso di reddito sicuro e costante.
Avere una forma di reddito sicuro permette quindi di non intaccare il capitale e non sentire la pressione dei giorni che passano senza guadagnare, mentre state studiando e imparando su libri, corsi e simulatore. Ripeto, non parlo neanche delle perdite, ma semplicemente dell'erosione del capitale che avviene inevitabilmente anche senza incorrere nelle inevitabili perdite.
Gli effetti positivi derivanti dall'affiancare un altro reddito all'attività di trading dal punto di vista psicologico sono enormi e innegabili, tanto quanto sono enormi e innegabili gli svantaggi derivanti dal dover dipendere economicamente e finanziariamente da ogni tick del mercato.
Quindi, e mi ci metto dentro io per primo:
1) Diffidate di tutti i venditori di tappeti, corsi, libri, software, trading system.
2) Chiedetevi sempre perché quella persona tiene il corso, perché cerca di vendere il software miracoloso e così via. E' molto probabile che quella stessa persona non riesca a vivere di trading. Nel mio caso, ad esempio, da quando ho iniziato l'attività di formazione (settembre 2007) e affiancato un'altra forma di reddito a quello proveniente dai mercati, il mio trading ne ha giovato enormemente e sui mercati riesco molto meglio ora di quanto non facessi prima, proprio perché ho colmato quello svantaggio psicologico che prima mi ero inconsapevolmente caricato sulle spalle. Non mi vergogno affatto di dire questo e non accampo scuse, spesso patetiche (come mi è capitato di sentire anche recentemente), per giustificare attività collegate al trading come i corsi a pagamento.
3) Se qualcuno vi propone metodi di trading che funzionano nel 98% dei casi chiedetegli cosa accade in quel 2% dei casi e come ha determinato le probabilità che dichiara e se ci sono prove documentate di quanto afferma.
3) Cercate una persona che riesca a vivere di solo trading e se ci riuscite avvisatemi. Io faccio solo questo da tre anni, tutti i giorni dell'anno, non penso ad altro che ai mercati, posso dire di conoscere diverse persone nel settore e non ho ancora incontrato NESSUNO (NESSUNO!) che faccia solo ed esclusivamente trading.
4) Non cadete in questo errore, ingannati da un miracolo che non esiste. Continuate a mantenere il vostro reddito e dedicatevi al trading in parallelo al vostro lavoro. Cercatevi degli spazi, rinunciate a qualcos'altro, ma non al vostro lavoro.
5) Affrontate il trading in modo professionale e trattandolo come fosse un'attività imprenditoriale, perché di questo si tratta. Come in ogni attività imprenditoriale non potete eliminare la fonte principale sulla quale basare la stessa: i finanziamenti. I costi sono anticipati e certi, i ricavi posticipati e incerti (se avete dubbi in proposito chiedetelo alla prima matricola in economia che vi passa davanti). Se lasciate il vostro lavoro per il trading partite svantaggiati e lo svantaggio ogni giorno che passa aumenta esponenzialmente.
Infine, e in ogni caso. Non rischiate mai più del 10% di tutto quello che avete sui mercati e blindate il rimanente 90% negli strumenti più sicuri al mondo e completamente esenti da rischio. Qualsiasi perdita vi capiterà di subire nella vostra attività di trading, anche nel caso (apparentemente) più remoto e improbabile (che sui mercati dovete sempre considerare e che vi accorgerete non essere tanto improbabile), questa non deve intaccare minimamente il vostro tenore di vita e quello della vostra famiglia.
Questo è l'unico modo pensabile con cui ritengo si possano affrontare i mercati. E' necessario dedicarsi al trading solo avendo alle spalle una serenità che non può non derivare da una sicurezza finanziaria che altre forme di reddito possono garantire.
Spero che questo mio scritto e il mio lavoro quotidiano su queste pagine possano aiutare qualcuno, anche una sola persona, a non commettere l'errore che io stesso ho commesso.
DISCALIMER: Se siete arrivati a leggere fin qui, ritengo doverosa una precisazione.
Non amo parlare delle mie posizioni e delle mie performance (non lo faccio mai perchè questa scelta rientra nel mio metodo di trading), ma ritengo di dover sottolineare che questo mio scritto non è il risultato di una serie di perdite, ma esattamente il contrario. La ragione che mi ha spinto a scriverlo è proprio l'aver capito (una volta di più) che "con le spalle coperte" si fa trading molto meglio.
Nota: Quello che segue è uno sfogo, se quindi avete già capito il messaggio potete tranquillamente evitare di leggere.
Anche se il mio pensiero al riguardo è noto, periodicamente sento la necessità di sottolineare questo punto con estrema chiarezza, fermezza e decisione.
Il motivo è che troppo spesso mi trovo davanti persone che hanno questa aspirazione o che (peggio) lo hanno già fatto, pur essendo agli inizi. Ciò avviene grazie agli email che molti di voi mi scrivono e sempre più spesso nei diversi incontri e seminari, che mi danno l'occasione di parlare con voi personalmente.
Parlo per esperienza diretta, poiché io sono uno di quelli che ha lasciato il proprio lavoro per il trading e vi assicuro che tuttora considero questa mia scelta un errore. Anche se sto riuscendo a vivere di trading, non posso ancora affermare di avercela fatta, poiché in questa professione tutto si ha meno che la certezza e convivere con un grado di rischio elevato e l'incertezza permanente che ne deriva è una delle ragioni per cui non si può MAI realmente dire di essere arrivati.
Il principale motivo è che, se proprio si deve arrivare a questa scelta, così estrema e così definitiva, è bene prima aver dimostrato sul simulatore e poi con denaro reale di essere in grado di produrre un flusso di profitti tali da coprire i costi di quest'attività imprenditoriale e da generare un margine di guadagno che permetta di riprodurre un reddito perlomeno analogo a quello che si aveva prima, inclusi versamenti previdenziali e quant'altro. Ciò dovrebbe avvenire non in modo casuale, bensi sitematico e costante, così come sistematici e costanti erano i flussi di reddito generati dalla vostra precedente attività. Lasciare un reddito sicuro per una speranza di reddito, in un settore dove le probabilità sono tutte a sfavore di chi inizia (e non solo), è una scelta sbagliata e portata da un'errata valutazione di costi e benefici, dove evidentemente i benefici (apparenti) sono più evidenti dei costi (meno evidenti).
Altri motivi derivano dal fatto, che i mercati di oggi hanno orari e strutture di contrattazione tali per cui è possiblissimo trovarsi delle nicchie di operatività compatibili con i propri impegni. Come dico sempre: non esiste la distinzione tra trading part time e trading full time, perché oggi siamo TUTTI trader part time e
la vera distinzione è quella tra professionisti e dillettanti.
La cosa più difficile nel trading è proprio sopravvivere alla propria curva di apprendimento, perché i costi e le perdite si sommano rapidamente andando a erodere il capitale disponibile, elemento vitale di ogni trader. Il simulatore vi permette di apprendere senza intaccare il vostro capitale a causa delle inevitabili perdite, ma tutti gli altri costi, come quelli legati al vivere, all'attività in se e all'apprendimento continuano a erodere il capitale iniziale e questo elemento rappresenta uno svantaggio che può essere risolto solo affiancando all'attività di trading un flusso di reddito sicuro e costante.
Avere una forma di reddito sicuro permette quindi di non intaccare il capitale e non sentire la pressione dei giorni che passano senza guadagnare, mentre state studiando e imparando su libri, corsi e simulatore. Ripeto, non parlo neanche delle perdite, ma semplicemente dell'erosione del capitale che avviene inevitabilmente anche senza incorrere nelle inevitabili perdite.
Gli effetti positivi derivanti dall'affiancare un altro reddito all'attività di trading dal punto di vista psicologico sono enormi e innegabili, tanto quanto sono enormi e innegabili gli svantaggi derivanti dal dover dipendere economicamente e finanziariamente da ogni tick del mercato.
Quindi, e mi ci metto dentro io per primo:
1) Diffidate di tutti i venditori di tappeti, corsi, libri, software, trading system.
2) Chiedetevi sempre perché quella persona tiene il corso, perché cerca di vendere il software miracoloso e così via. E' molto probabile che quella stessa persona non riesca a vivere di trading. Nel mio caso, ad esempio, da quando ho iniziato l'attività di formazione (settembre 2007) e affiancato un'altra forma di reddito a quello proveniente dai mercati, il mio trading ne ha giovato enormemente e sui mercati riesco molto meglio ora di quanto non facessi prima, proprio perché ho colmato quello svantaggio psicologico che prima mi ero inconsapevolmente caricato sulle spalle. Non mi vergogno affatto di dire questo e non accampo scuse, spesso patetiche (come mi è capitato di sentire anche recentemente), per giustificare attività collegate al trading come i corsi a pagamento.
3) Se qualcuno vi propone metodi di trading che funzionano nel 98% dei casi chiedetegli cosa accade in quel 2% dei casi e come ha determinato le probabilità che dichiara e se ci sono prove documentate di quanto afferma.
3) Cercate una persona che riesca a vivere di solo trading e se ci riuscite avvisatemi. Io faccio solo questo da tre anni, tutti i giorni dell'anno, non penso ad altro che ai mercati, posso dire di conoscere diverse persone nel settore e non ho ancora incontrato NESSUNO (NESSUNO!) che faccia solo ed esclusivamente trading.
4) Non cadete in questo errore, ingannati da un miracolo che non esiste. Continuate a mantenere il vostro reddito e dedicatevi al trading in parallelo al vostro lavoro. Cercatevi degli spazi, rinunciate a qualcos'altro, ma non al vostro lavoro.
5) Affrontate il trading in modo professionale e trattandolo come fosse un'attività imprenditoriale, perché di questo si tratta. Come in ogni attività imprenditoriale non potete eliminare la fonte principale sulla quale basare la stessa: i finanziamenti. I costi sono anticipati e certi, i ricavi posticipati e incerti (se avete dubbi in proposito chiedetelo alla prima matricola in economia che vi passa davanti). Se lasciate il vostro lavoro per il trading partite svantaggiati e lo svantaggio ogni giorno che passa aumenta esponenzialmente.
Infine, e in ogni caso. Non rischiate mai più del 10% di tutto quello che avete sui mercati e blindate il rimanente 90% negli strumenti più sicuri al mondo e completamente esenti da rischio. Qualsiasi perdita vi capiterà di subire nella vostra attività di trading, anche nel caso (apparentemente) più remoto e improbabile (che sui mercati dovete sempre considerare e che vi accorgerete non essere tanto improbabile), questa non deve intaccare minimamente il vostro tenore di vita e quello della vostra famiglia.
Questo è l'unico modo pensabile con cui ritengo si possano affrontare i mercati. E' necessario dedicarsi al trading solo avendo alle spalle una serenità che non può non derivare da una sicurezza finanziaria che altre forme di reddito possono garantire.
Spero che questo mio scritto e il mio lavoro quotidiano su queste pagine possano aiutare qualcuno, anche una sola persona, a non commettere l'errore che io stesso ho commesso.
DISCALIMER: Se siete arrivati a leggere fin qui, ritengo doverosa una precisazione.
Non amo parlare delle mie posizioni e delle mie performance (non lo faccio mai perchè questa scelta rientra nel mio metodo di trading), ma ritengo di dover sottolineare che questo mio scritto non è il risultato di una serie di perdite, ma esattamente il contrario. La ragione che mi ha spinto a scriverlo è proprio l'aver capito (una volta di più) che "con le spalle coperte" si fa trading molto meglio.
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Analisi Operativa Futures Globale - 04 Febbraio 2008
Cerchiamo di vedere insieme i temi fondamentali che i mercati si trovano a dover affrontare nella settimana entrante.
La scorsa settimana si sono visti guadagni spettacolari su tutti i mercati azionari. Se guardiamo ai grafici weekly e confrontiamo l'ampiezza dell'ultima barra al rialzo per trovarne una di analoghe dimensioni dobbiamo andare parecchio indietro nel tempo (provate a farlo voi stessi è un ottimo esercizio).
Problema, i volumi non hanno supportato i recuperi degli inidici e sono stati notevolmente inferiori a quelli dei ribassi. Si tratterà di vedere se e come questo elemento influirà sui caratteri del recupero osservato.
In sintesi: si tratta di un ritracciamento o di un inizio di recupero vero e proprio? Per rispondere aiutiamoci con i trend settimanale, giornaliero e orario e teniamo
sotto controllo i loro andamenti ed eventuali tentativi di inversione e loro esiti. Non perdiamo mai di vista il quadro d'insieme!
La cautela è d'obbligo, anche perché il Bund non ha fin qui mostrato una dinamica che conferma i recuperi osservati sull'azionario, come si osserva confrontando i grafici settimanali corrispondenti (altro esercizio fondamentale che vi invito a fare annotando sugli stessi ciò che osservate).
La scorsa settimana si sono visti guadagni spettacolari su tutti i mercati azionari. Se guardiamo ai grafici weekly e confrontiamo l'ampiezza dell'ultima barra al rialzo per trovarne una di analoghe dimensioni dobbiamo andare parecchio indietro nel tempo (provate a farlo voi stessi è un ottimo esercizio).
Problema, i volumi non hanno supportato i recuperi degli inidici e sono stati notevolmente inferiori a quelli dei ribassi. Si tratterà di vedere se e come questo elemento influirà sui caratteri del recupero osservato.
In sintesi: si tratta di un ritracciamento o di un inizio di recupero vero e proprio? Per rispondere aiutiamoci con i trend settimanale, giornaliero e orario e teniamo
sotto controllo i loro andamenti ed eventuali tentativi di inversione e loro esiti. Non perdiamo mai di vista il quadro d'insieme!
La cautela è d'obbligo, anche perché il Bund non ha fin qui mostrato una dinamica che conferma i recuperi osservati sull'azionario, come si osserva confrontando i grafici settimanali corrispondenti (altro esercizio fondamentale che vi invito a fare annotando sugli stessi ciò che osservate).
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trading
01 febbraio, 2008
Analisi Operativa Futures Globale - 01 Febbraio 2008
La seduta di ieri, ha presentato due facce speculari, con la mattinata dove hanno prevalso i ribassi e il pomeriggio, dall'apertura di Wall Street in avanti, dove hanno prevalso i rialzi.
L'effetto netto della giornata è stato alla fine positivo, anche se giova notare come gli indici azionari non siano riusciti a superare i massimi raggiunti in occasione dell'annuncio del taglio dei tassi di interesse da parte della Fed di mercoledì scorso.
In particolare, Dax ed Eurostoxx 50 non sono arrivati neanche a testare tali massimi, mentre S&P 500, Nasdaq 100 e Russell 2000 li hanno testati (nel caso del Nasdaq anche superati per qualche momento) per poi trovarsi di fronte alla medesima reazione dei venditori sperimentata mercoledì su tali livelli, che hanno riportato in basso il mercato, confermando tale zona come area di rigetto.
Il compito per la giornata di oggi è ovviamente quello di vedere se e come i mercati riusciranno a proseguire la positività mostrata ieri superando quello che è a questo punto il naturale livello chiave, quello dei massimi di mercoledì scorso raggiunti dopo l'annuncio della Fed.
Per quanto concerne Dax ed Eurostoxx 50 un'ulteriore conferma verrebbe dal superamento dei massimi di venerdì 25 gennaio al di sopra del quale si avrebbe l'inversione al rialzo del trend orario (visibile anche dal grafico a 120 minuti, che spesso utilizzo per eliminare il rumore talvolta presente su quello a 60 minuti).
E' necessario, infine, tenere presente, come sempre, l'azione del Bund che ieri messo a segno una giornata al rialzo, con la positività che ha dominato la prima parte della seduta a seguito del gap rialzista d'apertura che non è stato colmato. Alla positività della mattinata non è seguita la negatività del pomeriggio, poiché il Bund si è messo in laterale mostrando un'accettazione dei livelli più elevati raggiunti nella sezione antimeridiana.
Si tratterà quindi di tenere uno anche su questo importante strumento per capire i motivi della mancata conferma da parte dello stesso della positività degli indici azionari osservata nel pomeriggio. In particolare, in casi come questo, che definirei di divergenza, il problema è capire chi condiziona chi ossia se saranno gli indici azionari a influenzare maggiormente il comportamento del Bund o viceversa, dato che, come sappiamo, non esiste una direzionalità nell'interdipendenza tra questi strumenti.
L'effetto netto della giornata è stato alla fine positivo, anche se giova notare come gli indici azionari non siano riusciti a superare i massimi raggiunti in occasione dell'annuncio del taglio dei tassi di interesse da parte della Fed di mercoledì scorso.
In particolare, Dax ed Eurostoxx 50 non sono arrivati neanche a testare tali massimi, mentre S&P 500, Nasdaq 100 e Russell 2000 li hanno testati (nel caso del Nasdaq anche superati per qualche momento) per poi trovarsi di fronte alla medesima reazione dei venditori sperimentata mercoledì su tali livelli, che hanno riportato in basso il mercato, confermando tale zona come area di rigetto.
Il compito per la giornata di oggi è ovviamente quello di vedere se e come i mercati riusciranno a proseguire la positività mostrata ieri superando quello che è a questo punto il naturale livello chiave, quello dei massimi di mercoledì scorso raggiunti dopo l'annuncio della Fed.
Per quanto concerne Dax ed Eurostoxx 50 un'ulteriore conferma verrebbe dal superamento dei massimi di venerdì 25 gennaio al di sopra del quale si avrebbe l'inversione al rialzo del trend orario (visibile anche dal grafico a 120 minuti, che spesso utilizzo per eliminare il rumore talvolta presente su quello a 60 minuti).
E' necessario, infine, tenere presente, come sempre, l'azione del Bund che ieri messo a segno una giornata al rialzo, con la positività che ha dominato la prima parte della seduta a seguito del gap rialzista d'apertura che non è stato colmato. Alla positività della mattinata non è seguita la negatività del pomeriggio, poiché il Bund si è messo in laterale mostrando un'accettazione dei livelli più elevati raggiunti nella sezione antimeridiana.
Si tratterà quindi di tenere uno anche su questo importante strumento per capire i motivi della mancata conferma da parte dello stesso della positività degli indici azionari osservata nel pomeriggio. In particolare, in casi come questo, che definirei di divergenza, il problema è capire chi condiziona chi ossia se saranno gli indici azionari a influenzare maggiormente il comportamento del Bund o viceversa, dato che, come sappiamo, non esiste una direzionalità nell'interdipendenza tra questi strumenti.
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31 gennaio, 2008
Analisi Operativa Futures Globale - 31 gennaio 2008
Nell'analisi di oggi vorrei concentrarmi, ancora una volta, sulla valutazione della reazione dei mercati a dati e notizie macroeconomiche, poiché ciò che è seguito all'annuncio di ieri sera del taglio dei tassi di interesse di 50 punti base da parte della Fed rappresenta un caso di scuola ideale.
Come ricorderete dall'analisi video quotidiana di martedì scorso, nella quale ho trattato tale tema, è fondamentale prendere dei riferimenti per giudicare la reazione del mercato a tali notizie. Nel caso di ieri sera, i riferimenti ideali erano i massimi e minimi del giorno precedente, oltre ai livelli di inversione dei trend orari segnalati più volte per quanto riguarda Dax, Eurostoxx 50 e Bund (le linee che, come ricorderete, ho tracciato in blu sui grafici durante l'analisi video).
Ebbene, subito dopo l'annuncio la positività registrata sui mercati azionari non è riuscita nell'immediato a portare in dax e stoxx al di sopra dei massimi del giorno precedente. Avrete poi notato che parallelamente il Bund aveva reagito inizialmente addirittura con un rialzo, negando l'azione degli indici azionari. A questo era immediatamente seguito un ribasso, che tuttavia non è mai riuscito a portare il Bund di sotto dei 115,58 (livello di sotto del quale si sarebbe invertito al ribasso il trend orario) e nemmeno al di sotto dei 115,60 minimo di giornata. Significativamente le discese del Bund si sono fermate a 115,62, ciò avveniva mentre dax e stoxx superavano con scarsa convinzione i massimi del giorno precedente, senza tuttavia mai avvicinarsi ai livelli di inversione al rialzo dei rispettivi trend orari.
Da qui, intorno alle 21, è iniziata una solo apparentemente inaspettata inversione delle tendenze in atto dalle 20.15, orario di annuncio del taglio dei tassi da parte della Fed. Il Bund è così risalito sui livelli occupati prima dell'annuncio (ricordiamo che il Bund dalle 18 in avanti diventa estremamente poco liquido, poiché molti operatori non sono presenti ai loro trading desk). Parallelamente, dax e stoxx hanno ripercorso al ribasso non solo tutta la strada per corsa al rialzo dall'annuncio in poi, ma sono andati molto vicini ai minimi del giorno precedente.
Vorrei quindi sottolineare l'importanza di come prendere dei riferimenti sul grafico, i famosi "punti che vedono tutti", per valutare la situazione reale anche a fronte di un comportamento dei mercati apparentemente "normale" può essere estremamente utile per non farsi cogliere di sorpresa da eventuali e (non tanto) improvvisi reversal.
Come ricorderete dall'analisi video quotidiana di martedì scorso, nella quale ho trattato tale tema, è fondamentale prendere dei riferimenti per giudicare la reazione del mercato a tali notizie. Nel caso di ieri sera, i riferimenti ideali erano i massimi e minimi del giorno precedente, oltre ai livelli di inversione dei trend orari segnalati più volte per quanto riguarda Dax, Eurostoxx 50 e Bund (le linee che, come ricorderete, ho tracciato in blu sui grafici durante l'analisi video).
Ebbene, subito dopo l'annuncio la positività registrata sui mercati azionari non è riuscita nell'immediato a portare in dax e stoxx al di sopra dei massimi del giorno precedente. Avrete poi notato che parallelamente il Bund aveva reagito inizialmente addirittura con un rialzo, negando l'azione degli indici azionari. A questo era immediatamente seguito un ribasso, che tuttavia non è mai riuscito a portare il Bund di sotto dei 115,58 (livello di sotto del quale si sarebbe invertito al ribasso il trend orario) e nemmeno al di sotto dei 115,60 minimo di giornata. Significativamente le discese del Bund si sono fermate a 115,62, ciò avveniva mentre dax e stoxx superavano con scarsa convinzione i massimi del giorno precedente, senza tuttavia mai avvicinarsi ai livelli di inversione al rialzo dei rispettivi trend orari.
Da qui, intorno alle 21, è iniziata una solo apparentemente inaspettata inversione delle tendenze in atto dalle 20.15, orario di annuncio del taglio dei tassi da parte della Fed. Il Bund è così risalito sui livelli occupati prima dell'annuncio (ricordiamo che il Bund dalle 18 in avanti diventa estremamente poco liquido, poiché molti operatori non sono presenti ai loro trading desk). Parallelamente, dax e stoxx hanno ripercorso al ribasso non solo tutta la strada per corsa al rialzo dall'annuncio in poi, ma sono andati molto vicini ai minimi del giorno precedente.
Vorrei quindi sottolineare l'importanza di come prendere dei riferimenti sul grafico, i famosi "punti che vedono tutti", per valutare la situazione reale anche a fronte di un comportamento dei mercati apparentemente "normale" può essere estremamente utile per non farsi cogliere di sorpresa da eventuali e (non tanto) improvvisi reversal.
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30 gennaio, 2008
Analisi Operativa Futures Globale - 30 gennaio 2008
La seduta di ieri ha mostrato in modo ideale l'essenza del principio dell'alternanza tra espansioni e contrazioni di range. Come si osserva molto bene dai grafici giornalieri dei principali indici azionari, dopo le giornate a forte espansione di range che hanno caratterizzato la scorsa settimana, c'è stato una progressiva contrazione degli stessi che ha portato alla seduta di ieri, svoltasi in un range estremamente contenuto.
In particolare, come molti di voi sanno, la barra giornaliera di ieri rappresenta una tipica NR7 (sarebbe la barra a minor range delle ultime sette), con le ovvie conseguenze operative pongono l'accento sugli estremi della stessa, come riferimenti cruciali per la giornata odierna, dove è attesa un'imminente espansione di range.
A questo si aggiunga la condizione di aspettativa da parte dei mercati per la decisione in merito ai tassi di interesse da parte della Fed, che arriverà questa sera, quando ormai Piazza Affari sarà chiusa. Ecco quindi che fino all'annuncio della decisione sui tassi risulta probabile che i mercati proseguano quel consolidamento e quella ricerca di equilibrio, ben mostrata dalla NR7 di ieri.
Non ci rimane quindi che attendere a nostra volta alla decisione di questa sera, cercando di evitare di fare previsioni in merito e mantenendo quell'oggettività che caratterizza il nostro approccio. Operativamente, accanto agli estremi della seduta di ieri, possiamo rendere quelli della congestione che ha seguito i cali di settimana scorsa, che potranno fornirci una conferma o smentita di eventuali movimenti al rialzo o al ribasso che dovessero seguire la decisione della Fed.
In particolare, come molti di voi sanno, la barra giornaliera di ieri rappresenta una tipica NR7 (sarebbe la barra a minor range delle ultime sette), con le ovvie conseguenze operative pongono l'accento sugli estremi della stessa, come riferimenti cruciali per la giornata odierna, dove è attesa un'imminente espansione di range.
A questo si aggiunga la condizione di aspettativa da parte dei mercati per la decisione in merito ai tassi di interesse da parte della Fed, che arriverà questa sera, quando ormai Piazza Affari sarà chiusa. Ecco quindi che fino all'annuncio della decisione sui tassi risulta probabile che i mercati proseguano quel consolidamento e quella ricerca di equilibrio, ben mostrata dalla NR7 di ieri.
Non ci rimane quindi che attendere a nostra volta alla decisione di questa sera, cercando di evitare di fare previsioni in merito e mantenendo quell'oggettività che caratterizza il nostro approccio. Operativamente, accanto agli estremi della seduta di ieri, possiamo rendere quelli della congestione che ha seguito i cali di settimana scorsa, che potranno fornirci una conferma o smentita di eventuali movimenti al rialzo o al ribasso che dovessero seguire la decisione della Fed.
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29 gennaio, 2008
Corso Trading Futures Base - nuovo da profste

L'ultima edizione del corso di trading sui futures, incentrato sulla mia metodologia, mi ha fatto rendere conto di come lo stesso sia certamente un corso avanzato e destinato a persone che hanno già una certa esperienza sui mercati finanziari. Questo non tanto perché sia inaccessibile o scarsamente seguibile da chi è agli inizi, bensì per il fatto che chi ha già una certa esperienze di trading può trarre dal mio corso avanzato il massimo, comprendendo con più facilità gli argomenti trattati e le tecniche mostrate proprio per il fatto che l'esperienza diretta sui mercati facilita l'apprendimento di tecniche e metodi che si possono appunto definire come avanzati.
Sulla base di questa esperienza, ho così deciso di istituire un corso trading base, ideato per chi si trova agli inizi del proprio percorso professionale e/o vuole riprogrammare completamente il proprio approccio al trading "ripartendo da zero".
Il nuovo corso è stato così pensato avendo in mente chi non ha alcuna esperienza di trading e/o conosce solo pochi concetti base dell'analisi tecnica, come quelli di supporto e resistenza, che sono in sostanza gli unici prerequisiti richiesti. Ho strutturato il nuovo corso inserendo nel programma anche l'utilizzo di alcuni indicatori e medie mobili, proprio per il fatto che so bene come gli stessi all'inizio del proprio percorso professionale possano offrire degli utili riferimenti. Io stesso li ho utilizzati all'inizio della mia carriera di trader professionista, anche se in seguito li ho completamente abbandonati, affidandomi unicamente all'analisi dei prezzi e del valore, come mostrato nel corso avanzato incentrato appunto sulla mia metodologia di trading.
Ecco quindi che nel nuovo corso base saranno mostrate concetti, metodologie e tecniche di trading che costituiscono le fondamenta di ogni percorso in questa professione sia che affrontiate i mercati a tempo pieno, sia che affiancate il trading alla vostra professione attuale. Sapete bene come io sconsigli di lasciare il proprio lavoro per il trading e consideri fuorviante la distinzione tra trader part time e full time, laddove sia più corretto distinguere i trader tra dillettanti e professionisti, prescindendo dalla durata delle sessioni vere e proprie di trading, che dipendono da altri fattori, come il timeframe, la capitalizzazione e la propria operatività e strategia.
Ho incentrato questo corso sui futures poiché sono lo strumento da me utilizzato, anche se i concetti esposti sono ugualmente applicabili anche da chi predilige l'azionario, le valute o qualsiasi altro strumento finanziario sufficientemente liquido. Anche l'ottica proposta sarà quella intraday, ma senza nulla togliere ai timeframe superiori dove le tecniche sarano ugualmente applicabili. Inoltre, la conoscenza dei principali futures basati sugli indici azionari e del Bund permette di arrivare a leggere e interpretare i movimenti del mercato in generale, cosa imprescindibile qualsiasi sia lo strumento sul quale operiamo. Ecco quindi che la spiegazione del funzionamento dei principali futures permette di arrivare a disporre di elementi che ci consentono di seguire i mercati 24 ore su 24, anche quando le borse azionarie sono chiuse, anticipandone quindi i movimenti di apertura e i temi che le stesse si troveranno a dover affrontare.
Il corso cercherà quindi di porre le basi per intraprendere quel percorso di trading professionale che ritengo sia l'unico approccio proponibile, arrivando a porsi sui mercati cercando di interpretarne i temi principali e ponendosi nei panni dei trader professionisti, come istituzionali, market maker ed hedge fund, cercando di interpretarne i ragionamenti e leggerne l'operatività attraverso i movimenti di prezzo e di valore osservati.
La prima edizione di questo corso si terrà martedì 19 e mercoledì 20 febbraio 2008 a Milano presso la sede di Trading Library, questo il proclama ufficiale:
Descrizione del corso
In questo completo corso di trading di due giornate il trader professionista Stefano Bargiacchi illustrerà ai partecipanti in che modo affrontare professionalmente l’operatività sul mercato futures con tecniche replicabili anche sul mercato azionario. Il corso, pensato come corso base per chi vuole apprendere l'operatività su questo mercato, partirà dai concetti fondamentali per poi proseguire nella definizione di una strategia speculativa volta a massimizzare i profitti e minimizzare il rischio attraverso un’accurata combinazione di regole di money management e di tecniche analitiche originalmente interpretate.
Particolare attenzione verrà posta sul trend following, sulle congestioni e movimenti laterali, sull’analisi dei volumi e delle divergenze. Non mancherà un’attenta e compiuta disamina di fattori chiave del successo nel trading quali il corretto posizionamento della posizione e la sua gestione in termini di definizione degli obiettivi e di adeguamento degli stop.
Presentazione
*
Il trading come attività imprenditoriale basata sulla performance
*
Il superamento della distinzione tra trading part time e full time
*
La distinzione tra trading amatoriale e professionale
*
L’importanza della simulazione e dell’allenamento
*
L’approccio ai mercati alla base del trading professionale
*
La psicologia del trader professionista e gli errori dei dilletanti
*
La cassetta degli attrezzi del trader professionista
Concetti base
*
I futures sono realmente rischiosi o rappresentano un’opportunità?
*
I vantaggi di un'operatività consapevole sui futures rispetto all'operatività sull’azionario.
*
L’operatività con i futures Capitale Operativo/Capitale Reale
*
La gestione del rischio nell’operatività con i futures.
*
Regole di Money Management
*
Analisi dei principali futures sui mercati Eurex e CME
*
Caratteristiche dei contratti future più comuni:
o
S&P MIB
o
Eurostoxx 40
o
Dax
o
Bund
o
E-mini SP
o
E-mini Nasdaq 100
o
E mini Russell 2000
Concetti avanzati
* Un utilizzo alternativo delle candele giapponesi.
* L’operatività basata sul trend following
* L’operatività basata sulle congestioni e i movimenti laterali
* Come sfruttare breakout/breakdown e ritracciamenti
* L’analisi dei volumi e dell’ampiezza delle barre (range).
* Gli oscillatori e le medie come supporto iniziale all’operatività
* L’LBR 3/10 Oscillator (MACD)
* La 20 EMA
* Divergenze: capirle per tradarle.
* Il rapporto Rischio:Rendimento, la base di ogni trade.
* La gestione della posizione: il segreto del trading professionale
* Gli Stop loss come controllo dei costi
* Vari tipi di stop loss e loro adeguato posizionamento
* Target price e trailing stop: loro utilizzo e corretto posizionamento
Modalità operative
* Chiarimenti dubbi sulla prima parte di teoria
* Business Plan e Trading Plan
* Trading realtime a mercati aperti con applicazione dei metodi e delle tecniche di trading presentate durante la parte teorica
* Esame e commento dei trade: il diario in realtime e consuntivo
* L’importanza dell’analisi dell’esecuzione dei trade scomposta nelle diverse fasi
Domande più frequenti
Sono agli inizi nel mondo del trading: sarò in grado di partecipare con profitto al corso?
Il corso nasce come corso base, contrapposto all'altro mio corso sui futures che è definibile certamente come avanzato. Per questo il presente corso è particolarmente indicato per chi è agli inizi del proprio percorso nel trading o per chi, avendo finora operato esclusivamente con l'azionario, desidera passare all'operatività sui futures partendo col piede giusto.
Qual è il capitale minimo per utilizzare i metodi che insegnerà?
È necessario fare una distinzione tra capitale operativo e capitale effettivo. Il capitale operativo necessario per attuare i metodi è estremamente limitato e può partire da un minimo di € 1500. Operando con i future è necessario tuttavia comprendere che il capitale effettivo impiegato è molto più elevato, come avremo modo di vedere. Per questo è consigliabile avere una capitalizzazione certamente più consistente, il più possibile vicina al valore del capitale effettivo.
Le tecniche adottate sono utilizzabili solo con i future?
Assolutamente no, i metodi che avremo modo di vedere insieme sono utilizzabili su tutti gli strumenti finanziari, ad esempio anche sulle azioni, purché sufficientemente liquidi e soggetti a movimenti sufficientemente ampi da garantire un adeguato rapporto Rischio:Rendimento.
In quali time frame saranno utilizzabili le sue tecniche?
I metodi presentati, pur avendo un'ottica intraday, hanno due grossi vantaggi. Il primo è quello di permettere un'operatività intraday a tutti coloro che svolgono un'altra professione e fanno trading part-time con un'impostazione professionale e non improvvisata. Il secondo vantaggio consiste nella possibilità di estendere i concetti appresi a tutti i time frame, anche superiori all'operatività intraday. Inoltre, i concetti operativi, le strategie e i metodi mostrati al corso sono applicabili per due volte al giorno in due diversi orari, permettendo la massima flessibilità di organizzazione della propria giornata anche e soprattutto per chi svolge un'altra professione.
Mediamente quante operazioni esegue in un giorno?
Non esiste un numero medio di operazioni giornaliere. Molto dipende dalle condizioni di mercato e dal numero di sessioni di operatività intraday che si fanno. Nel mio caso, posso dire che per ogni sessione operativa da 2/3 h mediamente faccio 2/3 operazioni, anche se molto dipende dal tipo di giornata e quindi di opportunità che i mercati propongono. Diciamo che si può ben riassumere il discorso pensando ad un'operazione in media per ogni ora di trading operativo.
Ritiene che l’operatività proposta sia replicabile?
Le tecniche e i metodi proposti sono all'insegna della massima semplicità, si basano sulla lettura della dinamica dei prezzi nel modo più intuitivo e senza difficoltà di sorta, utilizzando gli indicatori come supporto all’apprendimento in una fase iniziale. Direi che la mia operatività non solo è pienamente replicabile, data la sua semplicità estrema, ma lo è anche da chi ha parte della giornata impegnata in altre attività lavorative. Secondo me, infatti, la distinzione tra trading part-time e trading full time non esiste, ma è sostituibile dalla più adeguata distinzione tra trading amatoriale e trading professionale. L'approccio professionale è, a mio avviso, l'unico realmente praticabile e, in questo senso, il fatto di avere un altro lavoro non costituisce un limite, ma, come vedremo insieme, può rappresentare addirittura un vantaggio.
Che preparazione devo avere per partecipare al corso?
Essendo un corso base, per partecipare al corso è richiesta solo una minima conoscenza dei concetti più elementari dell’analisi tecnica (come supporti e resistenze). Non è quindi necessario conoscere indicatori e oscillatori, né tantomeno aver partecipato ad altri corsi. In ogni caso, tutte le tecniche vengono illustrate partendo da zero e durante il corso nessuno sarà lasciato indietro. Tengo tuttavia a precisare che un elemento indispensabile è quello della buona volontà, poiché saranno due giornate di lavoro intenso, dove sarà opportuno prendere appunti al fine di facilitare la memorizzazione dell’esposizione presentata in aula.
Alla fine del corso sarò in grado di mettere in pratica da solo le tecniche?
Scopo del corso è esattamente quello di permettere un'applicazione immediata delle tecniche e dei metodi appresi. Consiglio fortemente di iniziare l'applicazione dei metodi e delle tecniche apprese prima sul simulatore, in modo da dare a se stessi un tempo sufficiente ad interiorizzare quanto appreso e a raggiungere la profittabilità con il trading simulato, fase che deve precedere l'impiego di capitali reali, che in questo modo restano al sicuro in tutta la fase di apprendimento e sopravvivono alla stessa.
Dopo il corso potrò restare in contatto con lei?
Il mio percorso di formatore può rispondere a questa domanda, poiché sono sempre stato a disposizione di coloro che avevano bisogno di un supporto o consiglio, fino alla programmazione del proprio percorso formativo. Questa tradizione è quindi ovviamente confermata in pieno per i partecipanti al corso, che potranno fin dal giorno successivo contattarmi via e-mail per qualsiasi dubbio dovesse sorgere durante l'applicazione pratica delle tecniche e dei metodi appresi. Una delle consuetudini dei miei corsi sta proprio nel lavoro che segue gli stessi, durante il quale i partecipanti mi inviano le loro sintesi dei concetti esposti, basate sugli appunti presi in aula, con domande e dubbi sorti durante la stesura delle stesse. È inoltre prevista la possibilità di approfondimenti individuali e di gruppo.
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Analisi Operativa Futures Globale - 29 Gennaio 2008
L'elemento che è fondamentale ricordare per la seduta di oggi e di domani è il tema dell'attesa per la riunione del FOMC e la conseguente decisione sui tassi di interesse della Fed.
La seduta di ieri ha visto un recupero dei mercati azionari svoltosi in due fasi che hanno seguito il gap al ribasso con cui Dax ed Eurostoxx 50 avevano aperto la settimana in conseguenza dei cali sui mercati asiatici.
Durante la mattinata abbiamo assistito alla chiusura di detti gap, poi c'è stata una lateralizzazione osservata fino a poco dopo le 16, cui è seguita una ripresa di positività, che ha accompagnato i mercati fino alla chiusura. Come sempre, tutti questi elementi sono scarsamente visibili sul nostro indice e future S&P MIB, per il problema degli orari di contrattazione limitati, per questo, come sempre, il consiglio è quello di osservare i future basati sugli altri indici, come facciamo in queste analisi, per trarre elementi di giudizio più completi. Ad esempio, sul nostro indice e future SP MIB il gap ribassista di apertura è ancora aperto, anche se virtualmente si sarebbe chiuso ieri sera.
A tal proposito, torna comodo osservare il grafico giornaliero di uno di questi indici, ad esempio quello dell'Eurostoxx 50, è tra tutti il meglio approssima l'andamento dell'indice di Piazza Affari, per cercare di comprendere la situazione attuale.

Come si osserva dal grafico sopra, dopo la marcata discesa di lunedì 21 e gli eccessi di negatività raggiunti nelle giornate di martedì 22 e mercoledì 23, i mercati stanno ora consolidando sui nuovi livelli raggiunti in quei giorni. Torna utile quindi prendere come riferimento l'area di congestione compresa tra i minimi di martedì 22 e i massimi di venerdì 25, in modo da poter avere dei livelli oggettivi mediante i quali giudicare l'azione dei mercati.
Come sempre, risulta di estrema utilità tenere sotto controllo il Bund per avere una conferma o una smentita delle dinamiche osservate sui mercati azionari, grazie alla sua tendenza a muoversi in maniera antitetica rispetto agli stessi (anche se non è ovviamente sempre così).
In particolare, nella giornata di ieri il Bund ha messo a segno una seduta con un range estremamente contenuto e di sostanziale lateralità, che si contrappone alla positività osservata sui mercati azionari, facendone mancare quella conferma che si poteva eventualmente osservare dagli scarsi volumi che hanno caratterizzato i rialzi degli indici (come si vede anche dal grafico sopra) specie se confrontati con quelli delle pesanti discese. Questi due elementi, la lateralità del boom degli scarsi volumi dei recuperi azionari, non possono non sollevare elementi di cautela.
Per quanto riguarda il grafico giornaliero del Bund, la giornata di ieri con il suo contenutissimo range ci offre quindi dei naturali livelli sui quali appoggiare i giudizi della seduta che si sta per aprire.

Accanto ai minimi massimi della seduta di ieri, anche qui giova prendere come riferimento gli estremi dell'area che ha seguito i movimenti concitati di settimana scorsa, compresi tra i massimi a 118,08 e i minimi a 115,58.
Concludo ricordando che l'appuntamento quotidiano con l'aggiornamento in diretta video di questa analisi alle ore 15, che sta incontrando il vostro favore, a proposito del quale colgo l'occasione per ringraziare quanti di voi mi hanno scritto complimentandosi con l'iniziativa e fornendo preziosi suggerimenti per migliorarla e renderla più adatta alle vostre esigenze.
La seduta di ieri ha visto un recupero dei mercati azionari svoltosi in due fasi che hanno seguito il gap al ribasso con cui Dax ed Eurostoxx 50 avevano aperto la settimana in conseguenza dei cali sui mercati asiatici.
Durante la mattinata abbiamo assistito alla chiusura di detti gap, poi c'è stata una lateralizzazione osservata fino a poco dopo le 16, cui è seguita una ripresa di positività, che ha accompagnato i mercati fino alla chiusura. Come sempre, tutti questi elementi sono scarsamente visibili sul nostro indice e future S&P MIB, per il problema degli orari di contrattazione limitati, per questo, come sempre, il consiglio è quello di osservare i future basati sugli altri indici, come facciamo in queste analisi, per trarre elementi di giudizio più completi. Ad esempio, sul nostro indice e future SP MIB il gap ribassista di apertura è ancora aperto, anche se virtualmente si sarebbe chiuso ieri sera.
A tal proposito, torna comodo osservare il grafico giornaliero di uno di questi indici, ad esempio quello dell'Eurostoxx 50, è tra tutti il meglio approssima l'andamento dell'indice di Piazza Affari, per cercare di comprendere la situazione attuale.

Come si osserva dal grafico sopra, dopo la marcata discesa di lunedì 21 e gli eccessi di negatività raggiunti nelle giornate di martedì 22 e mercoledì 23, i mercati stanno ora consolidando sui nuovi livelli raggiunti in quei giorni. Torna utile quindi prendere come riferimento l'area di congestione compresa tra i minimi di martedì 22 e i massimi di venerdì 25, in modo da poter avere dei livelli oggettivi mediante i quali giudicare l'azione dei mercati.
Come sempre, risulta di estrema utilità tenere sotto controllo il Bund per avere una conferma o una smentita delle dinamiche osservate sui mercati azionari, grazie alla sua tendenza a muoversi in maniera antitetica rispetto agli stessi (anche se non è ovviamente sempre così).
In particolare, nella giornata di ieri il Bund ha messo a segno una seduta con un range estremamente contenuto e di sostanziale lateralità, che si contrappone alla positività osservata sui mercati azionari, facendone mancare quella conferma che si poteva eventualmente osservare dagli scarsi volumi che hanno caratterizzato i rialzi degli indici (come si vede anche dal grafico sopra) specie se confrontati con quelli delle pesanti discese. Questi due elementi, la lateralità del boom degli scarsi volumi dei recuperi azionari, non possono non sollevare elementi di cautela.
Per quanto riguarda il grafico giornaliero del Bund, la giornata di ieri con il suo contenutissimo range ci offre quindi dei naturali livelli sui quali appoggiare i giudizi della seduta che si sta per aprire.

Accanto ai minimi massimi della seduta di ieri, anche qui giova prendere come riferimento gli estremi dell'area che ha seguito i movimenti concitati di settimana scorsa, compresi tra i massimi a 118,08 e i minimi a 115,58.
Concludo ricordando che l'appuntamento quotidiano con l'aggiornamento in diretta video di questa analisi alle ore 15, che sta incontrando il vostro favore, a proposito del quale colgo l'occasione per ringraziare quanti di voi mi hanno scritto complimentandosi con l'iniziativa e fornendo preziosi suggerimenti per migliorarla e renderla più adatta alle vostre esigenze.
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26 gennaio, 2008
Nel trading perdono tutti, anche i grandi e (apparentemente) invincibili
Sapete bene come spesso cerchi di battere molto sul concetto di professionalità, come elemento che distingue i trader tra dillettanti e professionisti, contrapposto all'obsoleta e, talvolta, fuorviante definizione di trader part time e full time (con i mercati aperti 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 siamo tutti trader part time).
Questo mi porta a cercare di attirare l'attenzione sull'importanza della simulazione vista come metodo di allenamento, paragonabile a quello degli sportivi professionisti e non dismissibile come semplice paper trading che "però non è la stessa cosa...".
Anche rispetto al mondo degli istituzionali, banche, investment bank, market maker ed hedge fund, cerco sempre di spiegare che sono persone certamente molto prepararate e questo ci impone di arrivare sui mercati con egual preparazione e assenza di improvvisazione che ci permetta di occupare la stessa arena dove loro rappresentano la stragrande maggioranza delle transazioni, cercando di comprenderne le logiche di comportamento e strategie, piuttosto che lamentarsi per le continue supposte manovre a danno di noi piccoli trader privati (alle quali non credo poiché il discorso è molto più complesso).
In sintesi, sostengo che non sono infallibili, anche se molto preparati e dotati di strumenti, informazioni e conoscenza molto elevate. Tutto ciò non impedisce loro di sbagliare per i più svariati motivi e quando ciò accade, come abbiamo visto in questi giorni (e non è certo la prima volta), accade su scala planetaria e con perdite derivanti da posizioni aperte che definirei stellari (i 4.9 miliardi di euro di perdita di cui si parla implicano una posizione complessiva stimata intorno ai 50 miliardi di euro).
Questo deve farci comprendere come davvero nel mondo del trading perdano sostanzialmente tutti e se c'è qualcuno che guadagna rappresenta un eccezione, non la regola. Ripeto, non sto dicendo che sia impossibile guadagnare, ma che le probabilità sono tutte a sfavore di chi si cimenta in questa disciplina, nessuno escluso: dal principiante all'affermato professionista, fino a banche e istituzioni finanziarie. Questo è bene tenerlo sempre presente e cercare di utilizzare questa consapevolezza a proprio favore, arrivando sui mercati con una preparazione superiore sia in termini di conoscenza che di capacità di applicazione delle tecniche e dei metodi di trading.
Jesse Livermore, all'inizio del secolo scorso, disse che battere i mercati è certamente possibile, anche se non per periodi di tempo prolungati e credo questa sia una grande verità che tutti noi dobbiamo sempre tenere ben presente nell'impostare la nostra strategia, metodo e piano di trading.
Detto tutto questo vi lascio con un utilissimo elenco, recentemente aggiornato, di tutte le più grandi perdite mai realizzate nel trading, che deve servirci non tanto per sentirci meno soli (il mal comune mezzo gaudio tanto praticato in alcune comunità finanziarie online nel trading è completamente inutile: non siamo tutti sulla stessa barca, è bene ricordarlo), bensì per capire che nel trading tutti possono perdere e non esiste quello più grande e più furbo o più bravo che guadagna sempre. Questo lascia degli spazi di azione che le persone preparate a livello professionale (l'unico possibile) possono sfruttare per periodi di tempo limitati (come ci insegna Jesse Livermore) e queste sono le cose più importanti che a mio avviso dobbiamo sempre tenere presenti in questo percorso nel mondo del trading che ci accompagnerà magari per tutta la vita.
Fare trading per sempre, è questo è un altro degli obiettivi sul quale ritengo fondamentale concentrarsi e per il quale la gestione del rischio diventa l'elemento cruciale dell'approccio che adotto e propongo, certo del fatto che gli eventuali guadagni sapranno a quel punto trovare da soli la propria strada nel momento in cui ci concentriamo esclusivamente sull'attuazione del nostro metodo o piano di trading (supposto che abbia un minimo vantaggio probabilistico oggettivo che possa così emergere nel lungo periodo) e sulla protezione del capitale.
Fonti:
List of Trading Losses - Wikipedia
NICK LEESON: Let me tell you about losing billions - by the original rogue trader - Daily Mail
Questo mi porta a cercare di attirare l'attenzione sull'importanza della simulazione vista come metodo di allenamento, paragonabile a quello degli sportivi professionisti e non dismissibile come semplice paper trading che "però non è la stessa cosa...".
Anche rispetto al mondo degli istituzionali, banche, investment bank, market maker ed hedge fund, cerco sempre di spiegare che sono persone certamente molto prepararate e questo ci impone di arrivare sui mercati con egual preparazione e assenza di improvvisazione che ci permetta di occupare la stessa arena dove loro rappresentano la stragrande maggioranza delle transazioni, cercando di comprenderne le logiche di comportamento e strategie, piuttosto che lamentarsi per le continue supposte manovre a danno di noi piccoli trader privati (alle quali non credo poiché il discorso è molto più complesso).
In sintesi, sostengo che non sono infallibili, anche se molto preparati e dotati di strumenti, informazioni e conoscenza molto elevate. Tutto ciò non impedisce loro di sbagliare per i più svariati motivi e quando ciò accade, come abbiamo visto in questi giorni (e non è certo la prima volta), accade su scala planetaria e con perdite derivanti da posizioni aperte che definirei stellari (i 4.9 miliardi di euro di perdita di cui si parla implicano una posizione complessiva stimata intorno ai 50 miliardi di euro).
Questo deve farci comprendere come davvero nel mondo del trading perdano sostanzialmente tutti e se c'è qualcuno che guadagna rappresenta un eccezione, non la regola. Ripeto, non sto dicendo che sia impossibile guadagnare, ma che le probabilità sono tutte a sfavore di chi si cimenta in questa disciplina, nessuno escluso: dal principiante all'affermato professionista, fino a banche e istituzioni finanziarie. Questo è bene tenerlo sempre presente e cercare di utilizzare questa consapevolezza a proprio favore, arrivando sui mercati con una preparazione superiore sia in termini di conoscenza che di capacità di applicazione delle tecniche e dei metodi di trading.
Jesse Livermore, all'inizio del secolo scorso, disse che battere i mercati è certamente possibile, anche se non per periodi di tempo prolungati e credo questa sia una grande verità che tutti noi dobbiamo sempre tenere ben presente nell'impostare la nostra strategia, metodo e piano di trading.
Detto tutto questo vi lascio con un utilissimo elenco, recentemente aggiornato, di tutte le più grandi perdite mai realizzate nel trading, che deve servirci non tanto per sentirci meno soli (il mal comune mezzo gaudio tanto praticato in alcune comunità finanziarie online nel trading è completamente inutile: non siamo tutti sulla stessa barca, è bene ricordarlo), bensì per capire che nel trading tutti possono perdere e non esiste quello più grande e più furbo o più bravo che guadagna sempre. Questo lascia degli spazi di azione che le persone preparate a livello professionale (l'unico possibile) possono sfruttare per periodi di tempo limitati (come ci insegna Jesse Livermore) e queste sono le cose più importanti che a mio avviso dobbiamo sempre tenere presenti in questo percorso nel mondo del trading che ci accompagnerà magari per tutta la vita.
Fare trading per sempre, è questo è un altro degli obiettivi sul quale ritengo fondamentale concentrarsi e per il quale la gestione del rischio diventa l'elemento cruciale dell'approccio che adotto e propongo, certo del fatto che gli eventuali guadagni sapranno a quel punto trovare da soli la propria strada nel momento in cui ci concentriamo esclusivamente sull'attuazione del nostro metodo o piano di trading (supposto che abbia un minimo vantaggio probabilistico oggettivo che possa così emergere nel lungo periodo) e sulla protezione del capitale.
Fonti:
List of Trading Losses - Wikipedia
NICK LEESON: Let me tell you about losing billions - by the original rogue trader - Daily Mail
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22 gennaio, 2008
Lunedì Nero 2008: commento e analisi profste straordinaria
Il crollo delle borse asiatiche ed europee in quello che passerà alla storia come il lunedì nero del 2008 impone una pausa alla sospensione degli aggiornamenti del sito, poiché ritengo sia necessario un commento a caldo di quanto accaduto.
I veri e propri crolli delle piazze finanziarie prima asiatiche e poi europee che si sono susseguiti durante una giornata che vedeva ironicamente i mercati americani chiusi per una festività stanno ancora proseguendo sui mercati asiatici al momento di scrivere (sono le 2:10 di notte) dove il Nikkei sta facendo segnare un -4,67% in seguito ad un gap ribassista in apertura, che segue il bollettino di guerra fatto registrare dalle chiusure europee e dei futures Eurex dove, alle 22, Dax ed Eurostoxx 50 hanno fatto registrare rispettivamente un -7,50% e un -8% da record. Il nostro S&P MIB future grazie alla sua chiusura anticipata alle 17:40 ha perso "solo" il 5,17%.
Dall'altra parte dell'oceano i mercati erano chiusi per il Martin Luther King day, anche se i futures CME che seguiamo da queste pagine erano aperti e hanno registrato crolli in linea con quelli europei, lasciando disegnate sui grafici daily e settimanali delle barre al ribasso a dir poco impressionanti.
Che cos'è accaduto? Nulla di così imprevedibile o meglio, certamente l'entita dei crolli lascia stupito me per primo, che nella mia vita da trader professionista non avevo mai assistito a niente del genere (anche se da mesi vado ripetendo che stiamo assistendo alla storia in diretta e questo è stato certamente uno di quei giorni che ricorderemo per sempre) rendendo questa giornata memorabile sotto il profilo dell'apprendimento, poiché aggiunge un'esperienza di vita sui mercati unica ed estremamente rara.
Quello che mi ha sorpreso è stata la mia reazione, che nello stupore dei numeri di questa estrema negatività, mi ha portato a rivedere l'ultima analisi scritta venerdì scorso quando iniziavo dicendo:
e terminavo notando che:
Sapete bene come odi citare me stesso e non apprezzi coloro che lo fanno, per questo mi scuso con voi, anche se l'eccezionalità del momento mi permette uno strappo alla regola legato al fatto che ritengo ciò che è accaduto, se non certamente prevedibile nella sua eccezionalità, certamente in linea con quanto registrato sui mercati settimana scorsa.
Riassumendo quanto riportato nell'analisi che vi ho proposto venerdì mattina, osservavo come il Dow Jones e l'S&P 500 fossero andati sotto i minimi estivi e ricorderete come per mesi abbia sostenuto l'estrema crucialità di questi obiettivi naturali e di come fosse necessario attendere per vedere come e se si sarebbe arrivati ad un test degli stessi. Accanto a questi eventi che non potevamo sottovalutare c'è stato l'altro accadimento che ne ha confermato la portata direi quasi storica ossia la confermata inversione al rialzo del trend settimanale del Bund. Le conseguenze di questi fattori cruciali si sono viste nel lunedì che passerà alla storia come il lunedì nero del 2008.
Il primo insegnamento da trarre è che, come sempre più spesso accade, essere preparati all'inaspettato e al relativamente poco probabile è un elemento che dobbiamo necessariamente incorporare nelle nostre strategie e questo elemento rende certamente meno utilizzabili gran parte delle teorie che sapete bene io non ami, come ad esempio i ritracciamenti di Fibonacci, Gann, Elliot e tutto quello che spesso viene presentato con un'aurea di scientificità in un settore dove gli accadimenti sono tutto tranne che analizzabil e studiabili con metodi scientifici. Per non parlare degli indicatori e di concetti come l'ipervenduto che ritengo in giornate coem questa abbiano mostrato tutti i loro limiti, insiti nella loro costruzione e arraffazonata teoria che ne costituisce le fondamenta.
Sempre più spesso ci troviamo davanti all'inaspetatto o direi meglio al relativamente inaspettato che coglie di sorpresa solo chi ha una metodologia che lascia spazio all'effetto negativo che possono avere questi eventi, invece che incorporarli nel novero delle possibilità, come approccio che si contrappone a quello che li dismette come outlier ossia eventi altamente improbabili e per questo trascurabili, senza contare che è proprio l'impatto che giornate come questa lasciano sui mercati a renderli cruciali e tutt'altro che trascurabili. Ecco quindi che diventa doveroso dismettere tutta la falsa o presunta scientificità di tanti metodi adottati non solo da trader privati come possiamo essere noi, ma anche da investitori istituzionali ed hedge fund, che si ritrovano a fronteggiare nuovamente perdite legati a eventi ritenuti sulla carta relativamente poco probabili, ma che, come dalla scorsa estate in poi abbiamo avuto modo di osservare, sanno presentarsi anche con una frequenza tutt'altro che sporadica, mettendo in crisi tante teorie sulle quali moltissimi metodi di trading e trading system altamente sofisticati (parlo di quelli messi in piedi da premi nobel e Ph.D. per gli hedge fund, non dei trading system della speranza di cui si sente spesso parlare tra i trader privati) sono stati realizzati.
Detto tutto ciò, l'invito che i mercati ancora una volta ci fanno è proprio quello di incorporare nel nostro metodo di trading tutte le possibilità, evitare di fare previsioni e aspettarsi sempre anche l'inaspettato e il relativamente poco probabile, come un -8% di Eurostoxx 50 in un giorno. Tornare ai metodi di analisi che siano il più semplici e il più oggettivi possibili, come ad esempio la teoria di Dow che da un secolo dimostra la propria validità il cui segreto risiede nell'estrema semplicità e nella pura osservazione dei movimenti di prezzo (allora non c'erano gli indicatori).
Ecco perché nello stupore di quanto visto oggi sui mercati, sono stato molto contento della mia reazione che percepiva quanto stava accadendo come certamente un qualcosa di eccezionale, anche se affatto al di fuori dei confini del possibile. Con questo non voglio assolutamente dire che "io l'avevo detto!" e sapete bene come io mi trovi molto in sintonia con coloro che lo fanno o che non mi riconosca in coloro che fanno previsioni, anche perché il mio metodo di analisi dei mercati poteva certamente ritenere possibile anche un +8% di Eurostoxx 50 oggi, ma sicuramente la probabilità che gli avrei assegnato sarebbe stata inferiore a quella di un -8%. Per questo evito di fare previsioni, limitandomi ad assegnare le diverse probabilità ai diversi scenari possibili e cercando di operare secondo regole basate su questi assunti, essendo sempre pronto a cambiare opinione se le condizioni di fondo mutano e non preoccupandomi di fare previsioni che vadano oltre i prossimi 5 minuti, anche perché lo ritengo innanzitutto impossibile, poi e soprattutto completamente inutile ai fini del trading.
Tengo a precisare che per correttezza intellettuale queste idee non sono mie, ma semplicemente rappresentano la sintesi di ciò che ho imparato da persone che prima di me si sono cimentate con questi temi e tra tutte mi sento di citare Linda Raschke e Nassim Nicholas Taleb e anche, indirettamente, ringraziare per avermi dato la possibilità di arrivare preparato ad un giorno come questo lunedì nero del 2008.
Forse con questa analisi avrò deluso quanti si aspettavano una serie di grafici con l'indicazione di livelli chiave, supporti e resistenze, anche se ho ritenuto doveroso discostarmi per una volta dalle analisi operative che vi propongo tradizionalmente da queste pagine, sapendo che l'eccezionalità dell'evento che abbiamo vissuto mi permette questa divagazione. Ho ritenuto giusto, tuttavia, chiarire alcune cose cui tengo moltissimo e sulle quali è basata gran parte del mio lavoro e della mia vita, che in un mestiere come questo spesso coincidono più di quanto si possa immaginare.
E' passata un'ora da quando ho iniziato a scrivere, ora sono le 3:05 a.m. e il Nikkei ha recuperato qualcosa segnando un -2,97%, ma di queste cose c'è tempo per parlare. Stanotte la straordinarietà dell'analisi e commento che vi ho proposto nel titolo stava proprio nei contenuti della stessa, che spero avrete avuto modo di apprezzare (e se siete arrivati a leggere fin qui devo come minimo ringraziarvi) poiché, lo ripeto, sono temi per me di un'importanza fondamentale.
I veri e propri crolli delle piazze finanziarie prima asiatiche e poi europee che si sono susseguiti durante una giornata che vedeva ironicamente i mercati americani chiusi per una festività stanno ancora proseguendo sui mercati asiatici al momento di scrivere (sono le 2:10 di notte) dove il Nikkei sta facendo segnare un -4,67% in seguito ad un gap ribassista in apertura, che segue il bollettino di guerra fatto registrare dalle chiusure europee e dei futures Eurex dove, alle 22, Dax ed Eurostoxx 50 hanno fatto registrare rispettivamente un -7,50% e un -8% da record. Il nostro S&P MIB future grazie alla sua chiusura anticipata alle 17:40 ha perso "solo" il 5,17%.
Dall'altra parte dell'oceano i mercati erano chiusi per il Martin Luther King day, anche se i futures CME che seguiamo da queste pagine erano aperti e hanno registrato crolli in linea con quelli europei, lasciando disegnate sui grafici daily e settimanali delle barre al ribasso a dir poco impressionanti.
Che cos'è accaduto? Nulla di così imprevedibile o meglio, certamente l'entita dei crolli lascia stupito me per primo, che nella mia vita da trader professionista non avevo mai assistito a niente del genere (anche se da mesi vado ripetendo che stiamo assistendo alla storia in diretta e questo è stato certamente uno di quei giorni che ricorderemo per sempre) rendendo questa giornata memorabile sotto il profilo dell'apprendimento, poiché aggiunge un'esperienza di vita sui mercati unica ed estremamente rara.
Quello che mi ha sorpreso è stata la mia reazione, che nello stupore dei numeri di questa estrema negatività, mi ha portato a rivedere l'ultima analisi scritta venerdì scorso quando iniziavo dicendo:
L'estremo pessimismo osservato nella seduta di ieri impone un'analisi del quadro di insieme ancora basata prevalentemente sui grafici settimanali relativi ai sottostanti legati ai contratti future trattati in questa analisi per gli importanti motivi indicati ieri.
Iniziamo dal Dow Jones, che ha con la discesa di ieri definitivamente confermato la negatività ponendosi stabilmente al di sotto dei minimi estivi.
e terminavo notando che:
A livello teorico dopo l'espansione di range osservata ieri ci sarebbe da aspettarsi una barra giornaliera di consolidamento a range limitato, che permette al mercato di determinare un'accettazione dei nuovi livelli. La particolarità del periodo e l'estrema volatilità osservata dall'inizio dell'anno rendono gran parte delle teorie completamente inutilizzabili, imponendo la massima apertura mentale da parte di noi operatori, che ci permette di giudicare la situazione nel modo più oggettivo possibile.
Non mi stancherò mai di ripeterlo, usate al meglio questo periodo unico dal punto di vista didattico per accelerare la vostra curva di apprendimento, mettendo al riparo il vostro capitale.
Sapete bene come odi citare me stesso e non apprezzi coloro che lo fanno, per questo mi scuso con voi, anche se l'eccezionalità del momento mi permette uno strappo alla regola legato al fatto che ritengo ciò che è accaduto, se non certamente prevedibile nella sua eccezionalità, certamente in linea con quanto registrato sui mercati settimana scorsa.
Riassumendo quanto riportato nell'analisi che vi ho proposto venerdì mattina, osservavo come il Dow Jones e l'S&P 500 fossero andati sotto i minimi estivi e ricorderete come per mesi abbia sostenuto l'estrema crucialità di questi obiettivi naturali e di come fosse necessario attendere per vedere come e se si sarebbe arrivati ad un test degli stessi. Accanto a questi eventi che non potevamo sottovalutare c'è stato l'altro accadimento che ne ha confermato la portata direi quasi storica ossia la confermata inversione al rialzo del trend settimanale del Bund. Le conseguenze di questi fattori cruciali si sono viste nel lunedì che passerà alla storia come il lunedì nero del 2008.
Il primo insegnamento da trarre è che, come sempre più spesso accade, essere preparati all'inaspettato e al relativamente poco probabile è un elemento che dobbiamo necessariamente incorporare nelle nostre strategie e questo elemento rende certamente meno utilizzabili gran parte delle teorie che sapete bene io non ami, come ad esempio i ritracciamenti di Fibonacci, Gann, Elliot e tutto quello che spesso viene presentato con un'aurea di scientificità in un settore dove gli accadimenti sono tutto tranne che analizzabil e studiabili con metodi scientifici. Per non parlare degli indicatori e di concetti come l'ipervenduto che ritengo in giornate coem questa abbiano mostrato tutti i loro limiti, insiti nella loro costruzione e arraffazonata teoria che ne costituisce le fondamenta.
Sempre più spesso ci troviamo davanti all'inaspetatto o direi meglio al relativamente inaspettato che coglie di sorpresa solo chi ha una metodologia che lascia spazio all'effetto negativo che possono avere questi eventi, invece che incorporarli nel novero delle possibilità, come approccio che si contrappone a quello che li dismette come outlier ossia eventi altamente improbabili e per questo trascurabili, senza contare che è proprio l'impatto che giornate come questa lasciano sui mercati a renderli cruciali e tutt'altro che trascurabili. Ecco quindi che diventa doveroso dismettere tutta la falsa o presunta scientificità di tanti metodi adottati non solo da trader privati come possiamo essere noi, ma anche da investitori istituzionali ed hedge fund, che si ritrovano a fronteggiare nuovamente perdite legati a eventi ritenuti sulla carta relativamente poco probabili, ma che, come dalla scorsa estate in poi abbiamo avuto modo di osservare, sanno presentarsi anche con una frequenza tutt'altro che sporadica, mettendo in crisi tante teorie sulle quali moltissimi metodi di trading e trading system altamente sofisticati (parlo di quelli messi in piedi da premi nobel e Ph.D. per gli hedge fund, non dei trading system della speranza di cui si sente spesso parlare tra i trader privati) sono stati realizzati.
Detto tutto ciò, l'invito che i mercati ancora una volta ci fanno è proprio quello di incorporare nel nostro metodo di trading tutte le possibilità, evitare di fare previsioni e aspettarsi sempre anche l'inaspettato e il relativamente poco probabile, come un -8% di Eurostoxx 50 in un giorno. Tornare ai metodi di analisi che siano il più semplici e il più oggettivi possibili, come ad esempio la teoria di Dow che da un secolo dimostra la propria validità il cui segreto risiede nell'estrema semplicità e nella pura osservazione dei movimenti di prezzo (allora non c'erano gli indicatori).
Ecco perché nello stupore di quanto visto oggi sui mercati, sono stato molto contento della mia reazione che percepiva quanto stava accadendo come certamente un qualcosa di eccezionale, anche se affatto al di fuori dei confini del possibile. Con questo non voglio assolutamente dire che "io l'avevo detto!" e sapete bene come io mi trovi molto in sintonia con coloro che lo fanno o che non mi riconosca in coloro che fanno previsioni, anche perché il mio metodo di analisi dei mercati poteva certamente ritenere possibile anche un +8% di Eurostoxx 50 oggi, ma sicuramente la probabilità che gli avrei assegnato sarebbe stata inferiore a quella di un -8%. Per questo evito di fare previsioni, limitandomi ad assegnare le diverse probabilità ai diversi scenari possibili e cercando di operare secondo regole basate su questi assunti, essendo sempre pronto a cambiare opinione se le condizioni di fondo mutano e non preoccupandomi di fare previsioni che vadano oltre i prossimi 5 minuti, anche perché lo ritengo innanzitutto impossibile, poi e soprattutto completamente inutile ai fini del trading.
Tengo a precisare che per correttezza intellettuale queste idee non sono mie, ma semplicemente rappresentano la sintesi di ciò che ho imparato da persone che prima di me si sono cimentate con questi temi e tra tutte mi sento di citare Linda Raschke e Nassim Nicholas Taleb e anche, indirettamente, ringraziare per avermi dato la possibilità di arrivare preparato ad un giorno come questo lunedì nero del 2008.
Forse con questa analisi avrò deluso quanti si aspettavano una serie di grafici con l'indicazione di livelli chiave, supporti e resistenze, anche se ho ritenuto doveroso discostarmi per una volta dalle analisi operative che vi propongo tradizionalmente da queste pagine, sapendo che l'eccezionalità dell'evento che abbiamo vissuto mi permette questa divagazione. Ho ritenuto giusto, tuttavia, chiarire alcune cose cui tengo moltissimo e sulle quali è basata gran parte del mio lavoro e della mia vita, che in un mestiere come questo spesso coincidono più di quanto si possa immaginare.
E' passata un'ora da quando ho iniziato a scrivere, ora sono le 3:05 a.m. e il Nikkei ha recuperato qualcosa segnando un -2,97%, ma di queste cose c'è tempo per parlare. Stanotte la straordinarietà dell'analisi e commento che vi ho proposto nel titolo stava proprio nei contenuti della stessa, che spero avrete avuto modo di apprezzare (e se siete arrivati a leggere fin qui devo come minimo ringraziarvi) poiché, lo ripeto, sono temi per me di un'importanza fondamentale.
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trading
21 gennaio, 2008
Corso Trading Gratuito: un'altra giornata con profste
Sono lieto di annunciarvi ufficialmente che Venerdì 8 Febbraio avremo l'occasione e l'opportunità di trascorrere insieme un'altra giornata di operatività in realtime e a mercati aperti presso la sede di Trading Library a Milano.
Si tratta di un seminario volto a presentare un prodotto che ho ritenuto opportuno proporre come via di mezzo tra la simulazione e il trading sui futures, poiché permette di limitare i rischi connessi all'operatività sui contratti futures tradizionali (primo fra tutti quello di perdere più di quanto si sia investito), tuttavia godendo degli effetti moltiplicativi dati dall'effetto leva.
Era da tempo che cercavo uno strumento che fosse una via di mezzo tra l'operatività sui mercati dei futures e il simulatore, poiché sono convinto che dopo la fase di studio e simulazione il salto sui mercati sia troppo brusco e il passaggio poco graduale, anche nel caso in cui si utilizzino contratti mini. In questo modo sono arrivato a scoprire ClickOptions (società del gruppo Société Générale) che propone un prodotto adatto a soddisfare questa esigenza e che vi presenterò il prossimo 8 Febbraio.
Si tratta quindi di una giornata di operatività in realtime volta a soddisfare le esigenze di tutti coloro che ritengono esaurita la fase di simulazione e vogliono iniziare ad operare con denaro reale, senza tuttavia mettere a repentaglio gran parte del proprio capitale, ma limitando le eventuali perdite alla sola cifra investita, cosa che con i futures non è possibile per definizione.
Il seminario si inquadra perfettamente nel percorso che stiamo svolgendo insieme ed è pensabile come il seguito naturale del corso sul simulatore, poiché porta avanti il discorso iniziato in questi mesi.
Ecco il proclama ufficiale del corso:
In questo corso il noto trader Stefano Bargiacchi (Profste), didatta e professionista di riconosciute capacità in grado di sviluppare personali e innovative metodologie di trading, approfondisce e sviluppa i temi trattati nel suo seminario free organizzato in collaborazione con Trading Library e Traderlink (Il simulatore di VT5 – Operatività in realtime con Stefano Bargiacchi) e volto a mostrare ai partecipanti in quale modo fare del trading una vera e propria attività imprenditoriale.
Ecco allora una seconda tipologia di corso free espressamente pensata per consentire ai corsisti di vedere come opera realmente un vero professionista della speculazione borsistica, avvalendosi di uno strumento innovativo e di sicuro interesse, i Turbo giorno, prodotti finanziari offerti da ClickOptions (società del gruppo Société Générale) ad elevato effetto leva e bassi costi di transazione, proposti sul future CAC, DAX e S&P/MIB.
I Turbo Giorno rappresentano la soluzione ottimale del problema connaturato ai futures: la possibilità che la perdita oltrepassi la somma investita. Con questo interessantissimo prodotto la massima perdita possibile potrà equivalere al più all’investimento iniziale.
La gamma di strumenti finanziari offerta da ClickOptions è tale da consentire i più disparati tipi di operatività ed è sempre contraddistinta da un tipo di negoziazione che non richiede né un impiego di capitale considerevole né conoscenze matematiche approfondite.
Nel corso della giornata la dott.ssa Ortensia Castelli – Responsabile Marketing ClickOptions Italia – illustrerà agli intervenuti l’intera offerta di prodotti ClickOptions, composta, oltreché dai Turbo giorno, dalle Opzioni classiche, dai Turbo Stop-Loss e dalle Click-Opzioni
I posti sono limitati ed è necessario registrarsi. Il corso è intermente gratuito.
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