11 aprile, 2006

analisi operativa SP MIB future - post chiusura - martedì 11 aprile

scusate il ritardo, ma i quasi 1000 punti persi dal nostro indice SP MIB dalla chiusura di ieri a quella di oggi mi hanno lasciato un po' attonito.

stamane sottolineavo come la situazione di incertezza politica risultata dalle urne portasse al quadro borsistico la negatività legata alla mancanza di un governo stabile, di destra o di sinistra che fosse, ma stabile. l'incertezza legata al pareggio si è mostrata oggi in tutta la sua forza dirompente.

già in apertura il range della prima barra a 5 minuti è stato di circa 500 punti, poi un lieve recupero, che è svanito con l'avvicinarsi dell'apertura dei mercati usa. con la campanella di wall street poi è venuto giù il mondo, con 500 punti persi in pochissimi minuti. infine, il recupero finale di qualche punticino, che ha permesso al future di chiudere sopra i 37000, livello che almeno psicologicamente evita il tracollo.

vero è che la giornata è stata negativa in tutta europa, ma la dimensione del ribasso a piazza affari assume dimensioni preoccupanti.

il trend secondario al rialzo che attendeva una conferma è stato letteralmente spazzato via dai ribassi di oggi, anche se tecnicamente manca ancora la definizione del trend secondario al ribasso, che arriverà con una chiusura al di sotto dei 36940, che è il minimo di oggi. il trend secondario resta quindi in una situazione di stallo completo, con quello al rialzo definito, ma tutt'altro che confermato e quello al ribasso in via di prepotente definizione. direi quindi che in via cautelativa si può dire che siamo in congestione e attendere la giornata di domani per avere ulteriori indicazioni.

la situazione attuale è quindi la seguente:

Trend Daily indice S&P MIB:

primario: rialzo
secondario: in fase di congestione [quello al rialzo è definito e quello al ribasso in via di definizione]

la differenza tra futures e indice SP MIB è attualmente di circa 600 punti in più per l'indice.

oltre alla pesante situazione politica incerta che, qui in italia, ha determinato parte del crollo di oggi, sui mercati internazionali continuano a pesare le preoccupazioni sui rialzi dei tassi d'interesse legati alle pressioni inflazionistiche, al prezzo del petrolio che è nuovamente in salita verticale unite alle tensioni politiche medio orientali.